Pioppi

Pioppi, sorta intorno al 994 d.C. prese il nome dai molti pioppi che si trovavano nel luogo: fa parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in provincia di Salerno.

Situata sulle pendici del Monte Stella, si rispecchia nell’eleatico mitico mare di Enea e Ulisse, e ha di fronte il promontorio di Capo Palinuro, (nocchiero di Enea) da cui dista 18 miglia, e i resti dell’antica Elea (oggi Velia),  ad appena 4 miglia, famosa per la sua Scuola Filosofica detta Eleatica fondata da Parmenide.

Per la dolcezza del mare e per la sua ridente Marina, Pioppi è divenuta una delle più desiderate stazioni balneari del Cilento: “Bandiera Blu”,  fin dai tempi della istituzione di questo riconoscimento,  oggi vanta l’ulteriore attribuzione delle famose “Cinque Vele”.  Per il suo mare terso e limpido, non conosce sorta d’inquinamento, per cui le sue acque dai colori del cielo si rispecchiano nella lontananza dei suoi colli lussureggianti di macchia mediterranea ammantati di secolari ulivi.

La posizione geografica e l’amenità del sito, fanno di questo territorio un luogo di particolare suggestione, sia per le bellezze naturali che per le tradizioni storiche e popolari, che qui sono conservate con particolare genuinità. Ad ovest di Pioppi, alla foce del fiume Mortella, si trova “Porto del Fico, una rada naturale, antico approdo  greco-romano, ritenuto dagli storici il più sicuro porto del Tirreno.

Risalendo il fiume Mortella  tra due file di canneti, su cui svetta ancora qualche pioppo, passando sotto gli archi del “Ponte Rosso”, si giunge alla vetusta ruota del Mulino: in questo punto il fiume si biforca creando due vallate che portano ai piedi del Monte Stella, dove la natura ancora incontaminata e il silenzio hanno eretto la sede ideale dei naturalisti e degli escursionisti.

Il lungomare di Pioppi è dominato dal seicentesco Castello dei Vinciprova, sede del Museo del Mare, e del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, dedicato ad Ancel Keys, padre della Dieta Mediterranea,  che egli scoprì e studiò a Pioppi nei suoi 40 anni di soggiorno (1962-2000), e che è stata riconosciuta dall’Unesco, il 16 Novembre 2010 a Nairobi  Kenia, Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

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